Nella nostra esperienza di team al lavoro in AAA/T/E, ci siamo recati in vari luoghi.
Quando abbiamo sviluppato un progetto di corretto approccio fra i bambini, i ragazzi, i giovani e gli animali: dall’asilo nido alle scuole superiori, siamo stati ospitati sempre presso le strutture scolastiche.
Nell’incontro con gli anziani siamo andati in visita in case di riposo, in residenze per anziani autosufficienti o in ospizi.
Abbiamo fatto attività anche in fattoria in cui vivono asini, cavalli, capre tibetane, maialini.
Questo per dire che i team cane-conduttore hanno una miriade di applicazioni.

Con le persone molto gravi, incapaci di camminare o di usare gli arti, con i tetraplegici, o gli spastici, gli autistici, naturalmente si cerca di avere un ambiente tranquillo, in cui cane – utente possano incontrarsi ed amarsi al ‘primo sguardo’, al primo accenno di movimento, e se ciò non ci fosse, sarebbe sufficiente un sospiro, un gorgheggio, un tremore: tutti segnali della massima importanza nella comunicazione con il cane, segnali che esso saprebbe cogliere e comprendere prima di noi.
E’ molto importante ricordare che gli incastri di un puzzle come questo, in cui vi sono quattro figure che devono interagire fra loro

 


operatore – utente
e
conduttore – cane


devono essere perfetti, coordinati, coadiuvati dal desiderio di far bene e far il bene delle due figure centrali a cui è diretta l’interazione, ossia UTENTE – CANE.
Il conduttore pensa alla salute del cane, l’operatore alla salute dell’utente.
Per entrambe le figure di secondo piano (l’operatore e il conduttore) prima di tutto viene il benessere del proprio compagno (l’utente e il cane).

I team si possono recare ovunque vengano richiesti; la serietà, la professionalità e il senso di responsabilità del conduttore proporranno il team più adatto all’attività programmata, in cui siano meglio applicate le doti del proprio animale, secondo gli obiettivi proposti e nel pieno rispetto della salute del proprio compagno a 4 zampe.