Nel caso degli anziani, i cani con la ‘collaborazione’ del proprio conduttore umano, possono aumentare l’autostima, creare empatia e migliorare le qualità della vita delle persone ospitate nelle case di riposo. Propongono una relazione costruttiva, unica ma aperta, disponibile, possono creare aspettativa, e con la loro presenza possono provocare risate o semplici sorrisi. Nel caso delle varie patologie e a seconda degli obiettivi da raggiungere i team possono aiutare a detendere gli arti, a rilassare la muscolatura… mirano a creare un fulcro di interesse che esuli dai propri dolori, provocando una mediazione fra il mondo interiore e il mondo esterno. I cani applicati nei programmi a seconda delle loro caratteristiche, possono rilassare, incuriosire, stimolare e talvolta spingere involontariamente (in quanto non vi è richiesta ma solo proposta: il cagnolino che tocca con il naso o con la zampa o che si appoggia ad esempio ) ad una relazione non totalmente umana e quindi iniziare un cammino per togliere dall’isolamento…


Il cane non giudica, il cane ama incondizionatamente a prescindere dal conto in banca, dalla bellezza, dal fisico palestrato, dall’età o dai nostri errori.
Il cane ama, e basta.