Fare dei corsi di educazione con il proprio cane per imparare ad avere un corretto rapporto con lui è una cosa che consiglio a tutti.
Per fare AAA/T/E, in realtà non è necessario che il cane faccia particolari esercizi ginnici o di palestra, deve rispondere ad alcuni comandi di base che servono nei normali rapporti relazionali e che vengono usati negli incontri con i vari utenti.
Il cane deve avere un naturale trasporto verso l’uomo, amare l’essere accarezzato, spazzolato, abbracciato.
Sembra una ‘bestialità’ ma il corso serve più alle persone, per imparare un tipo di comunicazione a cui non si è avvezzi, che ai cani.
Fra cani viene usata la postura, l’olfatto, l’udito – ‘il rumore’ (per la verità anche negli incontri fra uomini che devono stabilire la gerarchia, talvolta sono usati questi sistemi).
Logicamente al cane vengono richiesti ubbidienza, educazione, comportamento adeguato alle esigenze che ognuno di noi ha. Ma si deve avere rispetto dell’animale e molta pazienza.
Devo anche sottolineare che non è mai troppo tardi portare un cane a fare un corso di educazione o di addestramento, lo dico per esperienza; infatti la mia femmina di basset è venuta per la prima volta al campo all’età di quasi cinque anni; nonostante ci conoscessimo già molto bene, mi ha dato il tempo di imparare prima di comprendere quanto desideravo di ‘nuovo’ da lei.
Con i cuccioli sono andata molto presto, ho imparato a non stare ‘sopra al cane’ (anche se devo ammettere che è più facile con un alano che non con un bassethound, ma mi consola pensare che lo stesso problema può averlo il possessore di un bolognese), a stare eretta durante i comandi, ad abbassarmi e ad alzarmi al richiamo a seconda delle esigenze e delle caratteristiche del cane, ad attendere il riporto dal mio unico setter inglese che non voleva mollare a nessun costo il riportello e a premiarlo per questo ‘nonostante si fosse fatta notte’.
Secondo Stanley Coren “i segugi a fiuto, come il basset, sono più facilmente solleciti agli stimoli odorosi: bestiame, animali selvatici, o anche ad altri cani; e sono relativamente indifferenti agli stimoli visivi".
L’addestramento ottimale per un rapido apprendimento avviene se si procede in spazi chiusi, con pavimenti lavati e scopati.
Se questi cani vengono addestrati in un aia o in un luogo ove vi sono cavalli o altri cani si può vanificare un’intera sessione di addestramento, questo perché essi si concentreranno essenzialmente sul tartufo” e su quanti e quali messaggi arriveranno alle sopraffine narici.
Ho cercato di far socializzare i miei cani il più possibile, portandoli ovunque (con attenzione e rispettando la loro crescita), li ho messi a contatto con altri cani facendoli divertire e correre, ho fatto conoscere loro anche altre specie di animali ma senza andare troppo distante: il gatto (che è un felino) ha un modo diverso sicuramente di comunicare basti pensare al solo uso della coda che esso posiziona dritta per salutare o alle fusa che possono essere interpretate come un ringhio se l’orecchio canino non è avvezzo al sentirlo ; non ho pensato solo all’educazione e per alcune sfaccettature all’addestramento ma anche alla gioia di fare qualcosa insieme come giocare e poi… poltrire al sole: uno sport che i miei basset amano molto.
All’arrivo nella nostra casa di altre cani anche di razze diverse, ho potuto comprendere come siano diversi i modi di apprendere, non solo in riferimento alla razza ma anche al carattere, all’indole…
Per chi è più timido, meno spigliato, o anche più semplicemente riservato ed osservatore c’è bisogno di un po’ più di tempo e di pazienza ma alla lunga i buoni risultati si vedono e se si rispettano i tempi del proprio 4 zampe si hanno anche grandi soddisfazioni.
La maturazione del mio setter è stata un po’ lunga, ma lei è amorevole, allegra, socievole, invitante.
La golden è maturata molto prima e ha però bisogno di essere spesso rassicurata, si avvicina e si appoggia, le accarezzo le orecchie e lei mi guarda beata ‘pregando’ di non smettere.
I miei basset, che fra l’altro conosco di più ma non completamente (o meglio conosco i miei ma non vorrei generalizzare nonostante esistano inequivocabilmente le caratteristiche di razza) hanno una maturazione un pelino più complessa forse per la statura (devono tenere il collo sempre all’in su per poter osservare meglio il proprio compagno umano) o per la lunghezza del loro corpo o delle orecchie (che da cuccioli si calpestano da soli): sono convinti di poter fare tutto (come ad esempio saltare nel bagagliaio della macchina senza essere aiutati ed invece si ‘scordano’ gli ultimi 30 cm di corpo…).